mercoledì 16 marzo 2016

Ricerche in Oman sul relitto dell'Esmeralda di Vasco da Gama

Sul fondo di una baia incontaminata nell'isola di Al Hallaniyat, a 45 km dalle coste meridionali dell'Oman, un gruppo di ricercatori sta documentando da tempo i resti di un antico naufragio. 
Secondo le fonti ufficiali, potrebbe trattarsi dell'Esmeralda, una delle più antiche navi della Carreira da India, appartenuta alla flotta di Vasco da Gama e capitanata da suo zio, Vicente Sodré, affondata nel 1503 durante un fortunale.  



Monete, ceramiche e armi rinvenute semicelate da alcune grandi concrezioni sul fondale, sembrano in effetti suggerire che la nave affondata al largo della Penisola Arabica fosse una nao di grandi dimensioni, armata pesantemente, affondata nei primissimi anni del XVI secolo: il che, grazie anche alla ricchissima documentazione proveniente dagli archivi portoghesi, rimanda all'Esmeralda o alla São Pedro, naufragate in circostanze simili, durante la stessa spedizione (più verosimilmente la prima, che viaggiava in un convoglio separato ed era maggiormente armata). La data del 1498 sulla campana di bordo, i numerosi cruzados di Dom Manuel, le armi e le artigliere forniscono cronologie coerenti e ben definite; per non parlare di un indio d'argento, la ghost coin manuelina: una moneta rarissima (se ne conservava finora un solo esemplare) emessa per le spedizioni nelle Indie Orientali  per appena cinque anni, dal 1499 al 1504, quando fu rimpiazzata dal  tostão. 



I ricercatori della BWR (Blue Water Recoveries), che avevano localizzato il sito già nel 1998, e le autorità omanite stanno accogliendo con comprensibile entusiasmo i risultati delle indagini scientifiche organizzate nel 2013, 2014 e 2015: si tratta di lavori complessi su un sito a bassissima profondità, caratterizzato da un notevole quantitativo di metalli concrezionati, materiali litici e oggetti minuti, e dall'assenza pressoché totale di legni navali. 



Per il direttore del progetto, David L. Mearns, la ricerca, svolta nella più rigida osservanza dei principi della Convenzione UNESCO del 2001, è ancora a un livello iniziale, ma ha delle potenzialità enormi. L'importante è andare avanti con i lavori: nuove infrastrutture sulle isole, e nella stessa baia del rinvenimento, potrebbero presto alterare lo scenario che ha preservato per cinque secoli una delle navi della idade dos descobrimentos


[Fonte: http://esmeraldashipwreck.com/]

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